Dopo lo stratosferico successone del numero "0" che ha venduto circa un milione di copie, la nostra ultrafantastica redazione è stata invitata a Praga, dove una giuria internazionale l'ha premiata e dove studenti provenienti da ogni parte dell'universo l'hanno idolatrata e innalzata fino al cospetto degli dei. E' stato veramente fantastico; un gruppo di giovani che avevano raggiunto l'apice del successo, che avevano realizzato il loro sogno ... e infatti proprio di quello si trattava, ma tu guarda se quella rompi di mia madre non mi va a svegliare proprio sul più bello, ma sono già le otto, e non mi è rimasto neanche un ritardo, mi devo alzare e affrontare la dura realtà quotidiana. Non è stato facile riprendersi da un colpo così duro: dopo aver sfiorato la bancarotta, ci siamo dovuti rivolgere ad alcuni loschi individui comunemente chiamati usurai, che ci hanno concesso un prestito in ECU a condizioni veramente favorevoli data la nostra condizione di studenti; interessi del 120% mensili indicizzati. In pratica: siamo finiti. Prima di consegnarci nelle delicate mani di queste gentili personcine però, abbiamo confezionato il fantastico secondo numero del "Drago" che segnerà una pietra miliare nella storia dell'editoria, e non lo dico solo perché se non verrà acquistato saremo costretti a chiudere bottega, ma perché certa gente non scherza ed è difficile scrivere con le mani spezzate. Prima che cominciate a sfogliare il giornale, voglio comunque ringraziare tutti coloro che ci hanno scritto, il vostro affetto ci commuove e l'attaccamento che dimostrate verso i sani valori di una volta è addirittura entusiasmante; purtroppo non tutte le lettere potranno essere pubblicate, poiché nella maggior parte dei casi risultano assolutamente identiche per forma e contenuti altamente dispregiativi nei nostri confronti, sappiate comunque, che terremo presenti i vostri suggerimenti su dove andare a fare in.. o su come liberare il pianeta dalle nostre spiacevoli presenze. A parte questi dettagli, da questo mese nelle file dei nostri collaboratori possiamo contare sull'apporto di nuovi, veri e propri artisti, che hanno sposato la nostra causa con entusiasmo a dir poco ingiustificato, ed è anche merito loro se il numero nelle vostre mani ha qualcosa di veramente magico, infatti è proprio una magia se siamo riusciti a farlo..... to be continued....
Luca Barnabei
La parola italiana "giudizio" viene dal latino "iudicium", che deriva da 'giudice' (iudex). 'Giudice' letteralmente significa 'colui che dice il diritto'.
Oggi siamo a contatto con giudizi praticamente tutti i giorni. Ognuno giudica e ognuno è giudicato. Ma sicuramente noi studenti siamo giudicati più di altri. Ogni giorno infatti, ci troviamo davanti a professori che devono valutare noi e le nostre capacità. I parametri che permettono questa valutazione sono molti: l'intelligenza, lo studio, l'impegno, la simpatia (anche se ... ) e così via.
I voti che si usano in Italia nelle scuole superiori per quantificare questa valutazione li conosciamo tutti (anche troppo bene). Vanno da 0 a 10 (zero, uno, due e dieci non sono usati) e la sufficienza è costituita dal tanto agognato 6. Fra un voto e quello successivo troviamo però una quantità impressionante di voti intermedi. Fra il 5 e il 6 troviamo infatti, nell'ordine: 5+, 5 e 1/2, 5/6, 6--,6-.
Ma non è così in tutto il mondo. in Paraguay ad esempio i voti vanno da 0 a 10 come in Italia, ma non esistono voti intermedi e la sufficienza è il 4 (qual è il numero di telefono del nuovo ministro dell'istruzione?...)
I n Angola (centro Africa), invece i voti vanno dallo 0 al 20 (0 non utilizzato). La sufficienza e costituita dal 10 ed esiste un unico voto intermedio costituito dal mezzo punto (ad esempio fra 5 e 6 c'è solo il 5 e 1/2). Il 9 fa però eccezione, esiste infatti il 9+ che ha il valore dei nostro 6-: è praticamente la sufficienza.
Per i ragazzi albanesi basta arrivare al 5 per non avere l'insufficienza. Il voto più basso è 4 e il più alto 10. In casi particolarmente gravi si può arrivare al 3.
Niente di tutto questo riguarda i nostri coetanei tedeschi. In Germania infatti, i voti vanno dal 6 (insufficienza grave) all'uno (molto buono). La sufficienza si ha quando si raggiunge il 4. Per i voti intermedi si usa il sistema decimale (4.25, 4.50, ... ) molto più fiscale degli altri ma sicuramente più chiaro (pregio o difetto?).
In ogni caso, in ogni paese, il giudizio rimane prerogativa dei docenti e a noi non resta che l'impegno e la speranza che sia un 6 o un 4 o un 10 o un 5 .... insomma speriamo che sia suff.
Emidio Picariello
Le arti marziali nascono e si sviluppano nei paesi orientali. Si hanno tracce di queste discipline in data anteriore alla nascita di Cristo. Le domande che vengono da porsi sono: perché nascono le arti marziali, e perché proprio nei paesi orientali? La risposta può sembrare molto banale (la difesa): in realtà implica questioni sociali, economiche e religiose. Alcune discipline, come il Jujitzu in Giappone, erano segni distintivi di particolari classi sociali, i samurai. In Corea le arti marziali distinguevano, tra le altre classi sociali i nobili che erano gli unici a praticarle. In altri paesi come la Cina sono nate discipline come il Tai Chi Chuan che a differenza di altre è impostato più che sulla forza fisica, sulla concentrazione e la spiritualità, così simile alle religioni di quel paese come il buddismo. Sarebbe riduttivo però, giustificare la nascita delle arti marziali solo come un simbolo distintivo tra classi sociali. Il loro sviluppo è stato dettato nei secoli dalle esigenze dei luoghi e delle popolazioni. Spesso, la conoscenza di queste discipline era più largamente diffusa e permetteva ai contadini di difendersi dagli attacchi dei banditi. Anche in Europa in quei secoli lontani, si insegnavano tecniche di combattimento, vedi l'uso di spada e scudo da parte dei Romani o la cavalleria nel periodo medievale; ma mentre in Europa si diffondevano le armi da fuoco che man mano si sostituirono alla prestanza fisica ed all'arte del combattimento, nei paesi orientali le arti marziali continuarono nel loro cammino. In questi ultimi venti-trenta anni le arti marziali sono state diffuse anche da noi in Italia, favorite da cinema e tv, anche se proprio questi mezzi di diffusione di massa ne hanno dato una falsa rappresentazione, come i primi film di Kung Fu dove si vedeva gente volare, fermare proiettili con le mani o incollarsi al soffitto come un pipistrello. In realtà ancora oggi spesso i film di arti marziali sacrificano la tradizione e la spiritualità di queste nobili discipline per far largo alla spettacolarità di alcune tecniche di combattimento, come di recente abbiamo visto nei film di Van Damme. Certo si è fatto un notevole passo avanti, non si assiste più ad acrobazie fantascientifiche, ma ugualmente se ne dà una rappresentazione incompleta e si riduce il tutto ad un puro fatto di violenza. Le arti marziali possono essere vissute più o meno intensamente ed a più livelli. In genere chi tenta di percorrere il loro lungo tragitto passa attraverso tre stadi principali: inizialmente le si pratica per difendersi o per fare uno sport, poi si continua per sentirsi importanti e mettersi in mostra, per essere "ganzi" insomma; solo molto più tardi si entra nel vero spirito marziale, che non elimina completamente i primi due stadi: si ottiene maggiore fiducia in sé stessi e più sicurezza, senza cadere nella spavalderia, si diventa più tolleranti, ma non arrendevoli, si avvertono le capacità e i limiti che abbiamo, questo grazie ad una buona conoscenza del proprio corpo. Tutto questo può essere chiamato equilibrio; equilibrio con noi stessi e verso gli altri, ma soprattutto serenità.
Vi sono diverse arti marziali a nostra scelta, ognuna racchiude in sé una diversa filosofia e richiede diversi requisiti fisici: scegliete da voi quale tra le seguenti maggiori discipline, corrisponde alle vostre esigenze.
JUDO. Il suo principio è quello di sfruttare la potenza dell'avversario attraverso l'equilibrio e la scaltrezza. L'età minima richiesta è di sei anni. Ogni sei mesi si passa di cintura e si può subito iniziare a gareggiare. E' uno sport molto frequentato in Italia, anche nella realtà pratese è molto diffuso; con la sua pratica si possono sviluppare braccia e gambe ed è assolutamente sicuro. Il Judo è, più che una tecnica di combattimento, una lotta e come tale non violento; per renderlo assolutamente sicuro i regolamenti di gara prevedono alcune limitazioni, come per le tecniche di strangolamento. Per la difesa personale può essere molto utile per le donne in quanto nelle aggressioni spesso si finisce a terra ed il Judo è molto efficace negli scontri a corpo ravvicinato. Le uniche controindicazioni sono per le persone che hanno problemi di schiena; in tal caso è sconsigliata la sua pratica.
TAI CHI CHUAN. Nata come scuola imperiale per l'imperatore, inizialmente era una tecnica di combattimento con una trasmissione ereditaria e per questo limitata a pochi individui. Successivamente è stata ammorbidita fino a divenire una ottima ginnastica salutare: il Tai Chi Chuan è una tecnica di movimento che mira a ristrutturare gli schemi motori in modo più funzionale rispetto a quelli normali, ciò permette di muoversi con fluidità, senza sforzo; è infatti uno stile interno e non esaspera i movimenti. Molto indicato per coloro che hanno subito traumi fisici e per chi cerca una maggiore rilassatezza e un maggiore equilibrio. Per praticarlo efficacemente è richiesta l'età della ragione. Controindicazioni: nessuna.
WING TSUN. E' un sistema elaborato per consentire la massima efficienza nella difesa personale (nessun colpo vietato). Questo stile appartiene alla tradizione del Kung Fu, discende dallo stile Shaolin pe migliorarlo. Il Wing Tsun utilizza nel combattimento le linee essenziali del corpo. Ad un primo approccio questo stile è nettamente antiestetico e violento. Età minima 16 anni. Non vi sono requisiti fisici necessari, visto che a fondarlo è stata una donna piccola e fragile.
TAE KWON DO. La traduzione letterale è: arte di calciare e di colpire di pugno; Tae = calciare, Kwon = colpire di pugno, Do = arte; ma è solo una traduzione approssimativa poiché Do in coreano implica anche un concetto di natura filosofico-comportamentale o, più semplicemente, uno stile di vita che permette di raggiungere una più approfondita conoscenza di se stessi e, in definitiva, rappresenta lo scopo fondamentale della sua pratica. Attraverso un duro allenamento fisico, ogni praticante di quest'arte marziale deve cercare in se stesso la forza per migliorarsi fisicamente, mentalmente e spiritualmente. Il Tae Kwon Do è un'arte di combattere senza armi: esso possiede sia le tecniche veloci e lineari che caratterizzano le discipline giapponesi (Karatè), sia i movimenti fluidi e circolari propri dei vari stili cinesi (Kung Fu Shaolin). Ciò che contraddistingue questo stile dagli altri sono le sue eccezionali e potenti tecniche d'uso dei calci. Frequentabile già dall'età di 5 anni, prevede un'attività agonistica a partire dai 18 anni e la sicurezza è garantita da efficaci protezioni: una pettorina che protegge petto, torace, addome e stomaco; un casco fatto di gommapiuma rivestito di cuoio per proteggere la testa; protezioni inoltre per gli stinchi e per gli avambracci. Tutta questa sicurezza ha permesso al Tae Kwon Do di divenire sport di esibizione alle olimpiadi di Seoul dell'88 e prossimamente sport ufficiale sempre alle olimpiadi.
Ringrazio per la gentile collaborazione il professor Serantoni, Maurizio Fioravanti, Angelo Oliviero.
Fabio Scalise
IN CORSA
I traumi da impatto come quelli che colpiscono i piedi, le caviglie, il tendine d'Achille, le ginocchio e le anche, sono molto comuni tra i corridori in quanto durante la corsa il corpo assorbe ad ogni passo circa 3 o 4 volte il peso corporeo. La American Running and Fitness Association consiglia i seguenti rimedi per evitare i traumi da impatto ripetuto: - aumentare gradualmente la distanza da percorrere, non più del 10-20% alla settimana. La maggior parte degli incidenti accade a chi supera i 60-80 Km settimanali. - lasciate al corpo il tempo per recuperare, alternando settimane intense ad altre più leggere. Non affrontate mai un allenamento duro per due giorni di seguito.
- alternate la corsa ad altre attività aerobiche, come il nuoto, la bici, il pattinaggio o gli scalini. - se gareggiate su lunghe distanze, assicuratevi di includere nel vostro programma un adeguato riposo.
NUOTA E RESTA IN FORMA
Se avete intenzione di mantenere la vostra forma fisica con il nuoto potete prendere in considerazione sia i benefici che gli svantaggi di questo sport. A parità di tempo, i nuotatori ad alto livello bruciano circa il 25% (500-650 calorie all'ora) in più dei corridori. A pari distanza, invece, il nuoto brucia circa quattro volte di più rispetto alla corsa, essendo più lento, Per via della bassa temperatura dell'acqua, il corpo tende a mantenere lo strato di grasso sottocutaneo come protezione dal freddo.
UN RECORD PERSONALE
Avete l'abitudine di stabilire dei record personali ogni volta che vi allenate in palestra? Le possibilità sono molte; da una ripetizione in più col massimo del peso ad un allenamento più rapido di quello precedente. L'unico limite è l'immaginazione, ed un record personale può avere effetti decisamente positivi sull'efficacia dei vostri allenamenti. Cercate di raggiungere sempre delle prestazioni ottimali: è utile sia in palestra che nella vita in generale.
Marco Lastrucci
E' una calma notte estiva, siamo in campagna, senza illuminazione, una lugubre foschia alimentata da una tenue luce lunare, trasforma il più innocente essere in un orrendo mostro. Tra la vegetazione, un lento e pesante fruscio smuove gli arbusti; un ululato ci ghiaccia il sangue, siamo completamente soli, ma forse qualcosa si sta avvicinando a noi....
Spostandoci da questo inquietante scenario degno di un libro o di un film di lupi mannari, cerchiamo di esaminare razionalmente uno dei tanti miti o leggende che sicuramente da piccoli ci hanno fatto passare delle notti insonni, destando però la nostra morbosa curiosità. Sicuramente molti si sono posti la domanda se è vero che esistono degli uomini che, come la leggenda racconta, nelle cupe notti di luna piena, subiscono delle orrende trasformazioni in esseri simili a lupi, e che girano nelle campagne abbandonate in cerca di uomini o animali da poter sbranare. Una cosa è certa: la licantropia (dal greco lykos lupo e anthropos uomo) esiste. Essa è stata già provata scientificamente molto tempo fa ed oggi non vi è dubbio che i lupi mannari esistano veramente. Tale fenomeno viene attribuito ad una rara malattia di natura isterica: "chi ne è colpito versa in stato di delirio o di allucinazione e simula l'ululato e il comportamento del lupo", queste sono le esatte parole dell'enciclopedia medica. Nonostante gli studi fatti, non si capisce bene, da cosa essa possa essere originata, e che cosa c'entra il lupo in tutto questo. Vista l'estrema rarità del fenomeno, non è così discusso e rinomato, ma nella storia non sono mancati atroci fatti a questo legati.
Il lupo, essendo una figura che nella tradizione popolare ha rappresentato il demonio, (forse per il suo comportamento naturale che lo spinge ad uccidere), ha stimolato la fantasia di molte persone, facendo del licantropo non un malato, ma un seguace del demonio, un posseduto. Nelle campagne statunitensi, si sono verificati episodi ricollegabili a questo. Nella notti di luna piena qualcuno o qualcosa girava nelle zone più solitarie alla ricerca di qualche sprovveduto su cui sfogare l'animale che sicuramente aveva dentro, se non anche fuori.
La follia umana spesso ha superato la malattia dell'essere che si è trovato nelle condizioni del licantropo, e sono state commesse numerose stragi anche di innocenti. E' comunque vero che i "lupi mannari" hanno commesso dei delitti impressionanti e sono stati anche condannati e giustiziati per questo, (classificandoli come serial killer). L'unica cosa da fare è abbandonare la superstizione e le leggende popolari cercando di capirci qualcosa di più, magari con gli strumenti adatti. E' scientificamente provato che durante i pleniluni, i lupi mannari, come gli altri malati di mente, hanno maggiore attività, quindi attenzione al vicino di casa che si comporta in modo strano, al signore che spesso vi guarda con occhi ipnotici, e se avete un bracciale o una catena d'argento....
Simone Caspretti
In questo numero il grande Mago vi sorprenderà con nuove e interessanti "stregoneria". Naturalmente le varie ricette che vi indico sono essenzialmente innocue, ma utilizzate realmente dalle più "grandi" streghe del passato. Ricordatevi che la stregoneria non è una cosa da ridere, anche se in questa occasione le ricette che vi indico possono far scappare qualche sorriso. Questo è lo spirito del nostro giornale, ma la stregoneria è qualcosa di molto serio, se non di terribile per certi aspetti; bisogna per questo saperla prendere per il verso giusto soprattutto per chi non tanto esperto.
Si parla in questo periodo di contraccettivi di vario genere, della loro moralità e della loro sicurezza. Sapete come le streghe risolvevano i problemi delle azze del passato, che più o meno avevano gli stessi problemi di oggi? Potete preparare una polvere mescolando coma di cervo castrato e fiele di vacca. Spalmatevi poi l'intruglio su tutto il corpo nel giorno di venerdì: non avrete più sorprese. Non so quanto gli ingredienti necessari siano reperibili, ma comunque a quei tempi sembra che questi metodi fossero più sicuri di molti mezzi odierni.
Se avete invece notato che la vostra partner si comporta in modo strano e sospettate un tradimento potete verificarne la fedeltà facendole bere una bevanda preparata con acqua solforosa, polvere di strada e olio di lampada di Chiesa. Se ella sarà colta da nausea dimostrerà la propria colpevolezza. A questo punto mi verrebbe voglia di darvi un'infallibile ricetta di un filtro d'amore, ma non la inserirò perché non penso sia giusto ottenere l'amore di un'altra persona con questi mezzi; in compenso vi fornisco un metodo per attenuare la gelosia del partner: prendete un'anguilla e nell'atto di cavargli gi occhi, pronunciate le seguenti parole: "e non te cavo gli occhi a ti anguilla, ma cavo la volontà a mio marito che non li possa contradir a quello che voglio mi ". Mettete poi l'anguilla in un secchio e liberatela in un fiume. Dite poi 3 Padre Nostro e 3 Ave Maria in ricordo di 3 defunti per morte violenta. (BENVENUTA detta PINCINELLA, strega di Nave, 1518).
Concludo così questo spazio dedicato alla stregoneria salutando tutti i miei affettuosi lettori.
Il mago del Dago
Guardami negli occhi e capirai che sono l'unico.
Hai catturato il mio amore,
cambiato la mia vita,
distrutto la mia mente.
Puoi farmi piangere,
potrei rinunciare alla mia vita per un solo bacio.
Mi togli il respiro.
Ti seguirò fino ai confini del mondo
solo per dirti quanto ti amo.
Perugini Roberto
A volte è difficile dimenticare,
dimenticare un sogno, un odio, un amore,
come altrettanto difficile è vivere
in modo giusto e sereno nel momento
in cui ti viene sottratto quell'unico
appiglio di cui ti sentivi veramente sicura.
Tutto diventa oscuro
e anche il bagliore più limpido e sincero
si interseca nel cupo grigio
dell'incomprensibile e dell'infelicità.
Non riesci più a parlare, a pensare
e tutto sembra caderti addosso
travolgendo in pochi istanti
quindici anni di vita.
Senti un enorme vuoto che
giorno per giorno, minuto per minuto
ti rode dentro e impietosamente avanza
e tu non riesci a frenarlo.
Qui ininterrotti pianti
ricoprono di malinconia
le ore passate in camera
a disperarmi su una foto
consumata da baci e impregnata di lacrime
che Dio solo sa quante siano!
Quante volte ho gridato il tuo nome,
quante volte l'ho scritto su quei due diari
dove pagina dopo pagina, giorno dopo giorno
ho dedicato tutto il mio amore, si,
sfogandomi e tirando fuori
tutto quello che sentivo e che ho sempre
sentito per te,
e che non ti ho mai potuto dire,
perché il cielo ti ha portato via!!!
Serena
Essere donna è, ed è sempre stata, una cosa molto bella e molto difficile. Grandi sono gli esempi di donne che hanno saputo uguagliare e superare l'uomo per intelligenza e bontà d'animo. La funzione che la donna svolge nella società, nella famiglia, nella vita dell'umanità, è sempre stata sottovalutata mentre, in realtà, alla grandezza e alla prosperità di un paese non vi hanno mai lavorato gli uomini solamente, ma anche le donne vi hanno sempre collaborato, in mille modi, più o meno diretti. Fin dal passato, nonostante che in tempi di schiavitù e barbarie la donna vivesse e operasse in modo pacato. nell'ombra, nella storia possiamo ritrovare grandi esempi delle virtù di donne che hanno lasciato un segno e una grande eredità e non sono, poi, da dimenticare le figure delle madri anonime che hanno saputo educare i figli, trasmettendo loro i propri nobili sentimenti e valori. Il lavoro della donna in casa, nei campi, nelle fabbriche, negli uffici, nelle scuole e in tutte le professioni si è evoluto nel corso della storia, ma ha avuto sempre lo stesso fondamentale ruolo nella famiglia e nella società, anche se si è espresso prima solo nell'ambito chiuso della casa e poi anche verso il lavoro esterno. Scorrendo velocemente la storia possiamo accorgerci della fondamentale importanza che il lavoro femminile ha sempre ricoperto: già nell'antica preistoria è da ricordare che erano state le donne a compiere la fondamentale scoperta dell'agricoltura ed erano soprattutto esse che avevano cura dei campi, assicurando il cibo alla famiglia e all'intero villaggio, se la caccia che impegnava l'uomo non aveva un buon esito. Alla donna greca non era riconosciuta nessuna importanza ed era costretta a rimanere sempre in casa, ma pur non essendole permesso di svolgere altre funzioni, ella pensava a tutti i lavori domestici e spesso filava o tesseva in casa. Al contrario la donna etrusca e romana era rivolto rispettata e considerata dall'uomo e presso i Romani poteva anche partecipare cariche pubbliche e a banchetti. Nel medioevo la castellana svolgeva principalmente le funzioni domestiche, ma poteva avere la proprietà di terreni e, in assenza del marito aveva la facoltà di dare ordini. Nei secoli successivi la figura della donna ha rivestito sempre lo stesso "ruolo domestico" pur accrescendo lentamente di importanza, sebbene si riscontri la presenza di alcune eccezioni come il rivestire cariche regie (in Inghilterra) o le partecipazioni, pur in sporadici casi. delle donne in battaglie e in rivoluzioni, a fianco dell'uomo. In tutti i campi il grande passo verso la modernità si ha con la rivoluzione industriale che comporla la partecipazione delle donne al lavoro nella fabbrica in situazioni disperate (massimo sfruttamento e minimo salario). Di qui tutte le lotte sindacali delle donne unite con la classe operaia maschile e la velocissima ascesa verso l'uguaglianza con l'uomo. Recentemente, in Italia, fondamentale, coraggioso e spesso eroico è stato il ruolo della donna nella lotta per la resistenza contro i soprusi del nazi-fascismo: le donne partigiane che mettevano a repentaglio la vita, ma anche tutte le "semplici" donne che sfamavano o nascondevano, salvando mille volte, tantissimi valorosi combattenti da una morte certa. Sempre per quanto riguarda l'Italia "la grande svolta" si ha prima nel 1946 con il riconoscimento del diritto di voto anche alle donne e poi con la proclamazione nel 1948 della Costituzione italiana che sancisce l'uguaglianza di sesso all'articolo 2: "tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso La vita della donna nella società moderna è sicuramente più libera e dignitosa, ma anche molto, molto più pesante rispetto al passato. La donna oggi più che mai deve dimostrare intelligenza, capacità di assumersi delle responsabilità in famiglia, nella vita e nel lavoro, deve dimostrare femminilità e quindi gentilezza e delicatezza accompagnata però, da personalità decisa e da stile nelle scelte e nella vita. Secondo me nessun compito, nessun lavoro è più impegnativo e più estremamente complicato che l'essere donna oggi, infatti le è richiesto di non tralasciare minimamente le sue naturali occupazioni e responsabilità nella casa e nella famiglia e in più deve essere protagonista anche all'esterno. La donna deve svolgere spesso, oltre al già da solo complicatissimo lavoro di madre e di casalinga, anche un lavoro al di fuori della casa, in modo da collaborare per fornire alla famiglia il denaro necessario per vivere dignitosamente in una società nella quale le esigenze, il tenore e il costo della vita aumentano continuamente e vertiginosamente. Non c'è ruolo quasi che le donne non rivestano e il loro lavoro è fondamentale: dalle dottoresse, poliziotte, missionarie in terre lontane, scienziate, ricercatrici, insegnanti, impiegate, fino alle operaie e alle braccianti del sud, Dopo aver provveduto ad organizzare l'andamento della casa e della famiglia, durante le ore nelle quali svolgono il loro lavoro fuori, dopo una giornata di esso, al loro ritorno, le attendono tutti i lavori della casalinga e della buona madre che sostiene la famiglia con la paziente comprensione e la saggezza del suo aiuto morale. Questo ruolo così pesante a volte mi sembra impossibile da sostenere e trovo che sia veramente ingiusto che, molto spesso, passi inosservato dagli uomini e da noi figli mentre ognuno dovrebbe sempre ricordare che la vita di una donna, degna di se. è una vita di soddisfazioni, ma anche di grandi sacrifici.
Laura Giannetti
Malcolm Little nasce il 19 maggio 1925 a Omaha, nel Nebraska. E' il settimo figlio del reverendo Earl Little, un pastore battista. Suo padre è un'attivista dell'UNIA (Universal Negro Improvement Association), un'associazione che si batteva per il ritorno dei neri in Africa. Minacciato dai membri del Ku Klux Klan (ad esempio il Klan accerchiò la casa dei Little quando ancora la moglie era incinta di Malcolm), fu ucciso dai razzisti nel 1931, ma i responsabili non furono mai identificati.
Malcolm abbandona la scuola a soli quindici anni, dopo aver sperimentato sulla sua pelle l'autoritarismo e le discriminazioni a favore dei bianchi. Ha un'adolescenza difficile e travagliata, proprio come quella di tutti gli "abitanti" del ghetto nero. Conosce Shorty, un ladro che lo avvia al furto e allo sfruttamento della prostituzione.
A ventun'anni finisce in carcere per furto con scasso e rapina a mano armata , viene condannato a dieci anni di reclusione nella prigione statale di Charlestown, nel Massachusetts, dei quali ne sconta sette. E' in questo periodo che Malcolm cominciò a prendere coscienza della condizione del nero nella società americana e della necessità della sua lotta contro il bianco. Così, dopo aver dato fondo freneticamente a libri di storia, filosofia e biologia, si accosta alla Nazione dell'Islam, movimento noto anche come dei Black Muslims (mussulmani neri), specie a seguito della corrispondenza con il loro capo, Elijah Muhammad.
Dopo la prigionia, Malcolm sceglie il cognome «X», simbolo della sua sconosciuta identità africana e inizia a lottare per i diritti dei neri. Con le sue doti di oratore e la sua azione infaticabile fa della setta dei Black Muslims una forza su scala nazionale, un gruppo potenzialmente capace di attirare a sé le forze più avanzate del nazionalismo nero: e pensare che quando egli aderì al movimento di Elijah Muhammad, esistente già dal 1931, i seguaci erano solo poche centinaia.
Malcolm X fece proprio il rigorismo della setta e lo sposò all'esigenza propriamente politica di una effettiva unità tra i negri d'America. Il decennio fra il 1952, anno in cui uscì di prigione, e il 1963 Malcolm X si impone sempre più come la personalità più prestigiosa del movimento. Ciò lo contrappone al Muhammad: i loro dissapori, però, non si limitano al "grado di popolarità", ma si evidenziano anche sulle decisioni a riguardo del piano della strategia politica che il gruppo deve seguire. Al punto in cui si sono messe le cose Elijah deve fare un'importante scelta: rimanere saldamente legato ad una piattaforma religiosa, oppure intervenire nella lotta per i diritti civili ponendosi automaticamente su di un piano politico. Ma per la stessa struttura della Nazione dell'lslam, Muhammad non avrebbe abbandonato la sua linea separatistica di non impegno, e la rottura definitiva con Malcolm X non tarda ad arrivare. Infatti nel dicembre del 1963,a seguito di un discorso politico particolarmente violento, Malcolm si "merita" una sospensione dalla setta, che però non lo induce ad abbandonare l'Islam: anzi sente il bisogno di approfondire le ragioni della sua scelta religiosa e politica attraverso un pellegrinaggio alla Mecca. Ma da tale viaggio Malcolm non spera di ottenere risposte ad interrogativi esistenziali, bensì la matrice psicologica che avrebbe potuto unificare i negri dell'Asia e dell'Africa in nome di una comune esigenza di liberazione.
Il successivo passo di X sarà la costruzione di una nuova moschea a New York, che si chiamerà muslim Mosque Inc. «Una tale organizzazione ci darà un fondamento religioso e la forza spirituale che occorre per liberare il nostro popolo dai vizi che distruggono la fibra morale della comunità negra [..] Ci sono molti tra noi che non hanno esigenze religiose e perciò la Muslim Mosque Inc. sarà organizzata in modo da consentire la partecipazione di tutti i negri [..] indipendentemente dalle loro credenze religiose o dal loro ateismo» Questo era ciò che lui stesso dichiarava ai giornalisti il 12 marzo 1964. li pellegrinaggio alla Mecca e i viaggi in Africa sono decisivi non solo per la chiarificazione delle idee di Malcolm, ma anche per la creazioni di contatti con personaggi della classe dirigente dei vari paesi. Per la prima volta nella storia, un negro americano si presenta come rappresentante del suo popolo e stabilisce rapporti con i "fratelli dell'Africa, del Medio Oriente e dell'Asia".
Il 29 agosto 1964 Malcolm X, dal Cairo, scrisse una lettera ai suoi collaboratori dell'Organizzazione per l'unità afroamericana, in cui diceva tra l'altro: «Nelle prossime settimane, a meno che non accada qualcosa di drastico che mi costringa a cambiare i miei progetti, visiterò parecchi paesi africani e avrò contatti con diversi leader politici e sociali. Presenterò loro il nostro problema senza riserve in modo che tutti comprendano la necessità di sottoporlo quest'anno alla Nazioni Unite...
Non dubito del loro appoggio, ma ho imparato per esperienza a non dare niente per sicuro per poi disperarsi quando non si concretizza. Dobbiamo imparare che siamo padroni del nostro destino solo quando facciamo il massimo sforzo per realizzare i nostri obiettivi.
Comprendete benissimo che quello che sto cercando di fare è molto pericoloso perché rappresenta una minaccia diretta a tutto il sistema internazionale dello sfruttamento razzista. E' una minaccia alla discriminazione in tutte le sue forme su scala ,internazionale. Per questo, se muoio o se sarò assassinato prima di tornare negli Stati Uniti, siate certi che quello che ho messo in moto non sarà fermato... Il nostro problema è stato internazionalizzato ... ».
Purtroppo, la premonizione contenuta nella sua lettera doveva realizzarsi: tre mesi dopo il suo ritorno negli Stati Uniti, la mattina del 24 febbraio 1965 viene assassinato da sicari rimasti sconosciuti.
A chi sia interessato ad una più accurata conoscenza della storia di Malcolm X e del Black Power (potere nero) può essere utile sapere che esiste una autobiografia di Malcolm, iniziata a scrivere assieme a un giornalista, Alex Haley, circa un anno prima che fosse ucciso. L'autobiografia è edita in Italia dalla Einaudi e costa solo lire 2.500 (è un'edizione abbastanza vecchia, del 1974). Oltre a questo libro, gli appassionati hanno a disposizioni una raccolta degli Ultimi discorsi di Malcolm X (sempre della Einaudi, Torino 1968, 371 pagine a lire 1.000), Black Power. Potere negro. Analisi e testimonianze (edizioni Laterza, Bari 1967, 463 pagine a lire 3.500) e Black Power in azione (Sugar, Milano 1969, 365 pagine a lire 2.500).
Giacomo Gai
Dai lupi del sabato sera ai bambinoni di tutti i giorni! Ci incontriamo nuovamente in questo numero del Drago per parlare di un altro interesse giovanile: il mondo dei fumetti che per alcuni arriva ad essere una vera e propria mania, l'esempio estremo ce lo porta il Giappone con il fenomeno degli "OTAKU" (del quale troviamo alcuni casi anche in Italia); il termine sta ad indicare una fascia di individui legati in modo ossessivo a dati oggetti di culto; in questo caso ai fumetti o ai loro personaggi. Volgendo lo sguardo al passato ci si rende conto che..
Il fumetto, come lo conosciamo noi oggi, è molto diverso dai primi comics nordamericani. Inizialmente il termine fumetto indicava il riquadro a forma di nuvoletta che sembrava uscire dalla bocca dei personaggi di un racconto illustrato e che conteneva parole che si immaginavano da essi pronunciate, solo successivamente, la definizione ha inglobato l'intero racconto. In Italia i primi fumetti apparvero agli inizi del secolo; prima di questa data le vignette erano prive delle scritte emesse dalla bocca, la storia era illustrata da filastrocche stampate sotto i quadretti dei disegni; infatti il genere era definito "quadretti". Questi racconti erano destinati ad un pubblico di soli bambini come testimoniavano le filastrocche volutamente infantili e fin troppo sdolcinate presenti già dal primo numero del corriere dei piccoli uscito nel Natale del 1908. In America, contrariamente a quanto avveniva in Italia, il comics era destinato ad un pubblico adulto; solo successivamente, visto il successo riscosso dalle vicende di bambini terribili, si cominciò a scrivere anche per il pubblico minore. La pubblicazione dei primi comics devono la loro origine alla lotta fra due capitalisti americani: Joseph Pulitzer e William Randolph Hearst che si contendevano il primato nell'editoria nella New York di fine '800. Per vincere occorreva vendere i maggior numero di copie possibile e quindi si doveva riuscire a coinvolgere il pubblico. Pulitzer rilevò, nel 1883, World e ne fece il modello del quotidiano modemo; esso puntava sull'impressionabilità del lettore utilizzando titoli violenti, testi sensazionalistici, abbondava di servizi ed una pagina illustrata che per l'epoca era una novità. Grazie al World debuttò nel 1894 Richard Felton Outcault considerato, e forse non del tutto a ragione, il primo autore di comics; la sua principale collaborazione costituiva in una grossa vignetta dove venivano raccontate le imprese, non troppo edificanti, dei poveri ed incolti abitanti di Hogan'Allex, viuzza da cui prendeva il nome la vignetta. Il personaggio più famoso ideato da Outcault è sicuramente Yellow Kid, un bambino con la testa calva, le orecchiette a sventola, la bocca sdentata è un camicione da notte sul quale apparivano commenti ilari e sfacciati, è proprio tale personaggio che ne affermò la popolarità e gli assicurò il contratto con Hearst. Ma eravamo ancora lontani dalle strisce di oggi, si dovrà aspettare il 1920 perché queste comincino ad apparire; all'inizio solo come libera espressione del fumettista, poi via via sempre più codificate ed irregimentate. E' l'inizio dell'era del fumetto; le grandi case editrici cominciarono ad interessarsi alla pubblicazione dei fumetti permettendone così i primi approcci col grande pubblico, ma è proprio a causa delle crescenti esigenze di mercato che si formarono anche una serie di finti. In Italia le prime pubblicazioni presentavano modelli americani e personaggi originali di creatori italiani; nel 1934 nacquero pubblicazioni specializzate come L'avventuroso e L'intrepido. I primi comics nordamericani sono tutti comici e comprendono alcuni capolavori come Little Nemo e Krazy Kat. In seguito cominciò il declino dello stile comico e l'avventura si impose con fumetti come Dick Tracy, Flash Gordon e tanti altri; la riabilita della comicità avvenne solo dopo la guerra quando, nel 1946, sette disegnatori nordamericani presieduti da Rube Goldberg, crearono la "National Cartoonist Society". Emersero negli anni '50 i talenti di Charles Schulz, padre dell'indimenticabile e intramontabile Snoopy, e Jues Feiffen che aprirono un nuovo capitolo nella storia dei comics. Altri generi che arricchiscono il genere dei comics sono quello fantascientifico e di avvenirismo spaziale con personaggi tipo Superman, Batman ecc ... Ma abbiamo anche l'underground dove i fumettisti, primo fra tutti Robert Crumb, raccontano il caotico presente e l'allucinante futuro. Essi si ponevano fuori dal mercato tradizionale, tentando di recuperare una purezza e un'aggressività ormai sconosciuti; purtroppo questo che poteva essere un fenomeno di spinta e rinnovamento finì per essere inglobato ed annullato dal consumismo. Altri tipi di fumetti che hanno prosperato e prosperano in Italia sono quelli neri e quelli pornografici. L'erotismo a fumetti, ad esempio, si sta affermando e ha trovato un alleato nelle produzioni giapponesi. Storie di violenza e non, accompagnate il più delle volte da soluzioni narrative al limite del gusto. Non hanno niente di volgare le bellissime caricature sexy dalla benefica funzione terapeutica, esorcizzanti perfino la paura del sesso. Esistono anche dei fumetti fatti appositamente per fanciulle, originari del primo dopoguerra; che mantengono forti legami con il romanzo sentimentale, tanto da rielaborare perfino lo stile grafico delle illustrazioni che erano solite accompagnarlo. Per saperne di più abbiamo intervistato un appassionato del mondo dei fumetti che ci ha fornito queste preziose informazioni che potete leggere nello specchietto qui a lato. Noi ci ritroveremo nel prossimo numero.
Sara Lenzi
Marika Martelli
Il mercato dei fumetti viene spartito principalmente fra due grandi nazioni: America e Giappone, ma gli stili sono molto diversi tra loro.
DISEGNI:
Gli autori americani utilizzano una tecnica che rende i personaggi molto simili all'anatomia umana, accrescendone il realismo. I fumetti giapponesi al contrario sono realizzati con uno stile particolare, molto lontano da quello americano; preferiscono disegnare volti con occhi grandi e molto dettagliati, naso appena accennato e bocca piccola, ciò nonostante riescono a dare una certa idea di persona reale con peculiari caratteristiche fisiche.
Altra differenza sta nella colorazione del fumetto: i manga (fumetti giapponesi) sono stampati in bianco e nero, ma possono prevedere anche alcune tavole a colori, non molte perché altrimenti si parlerebbe di ANIME COMICS ossia frame di cartoni animati stampati su carta con l'aggiunta di baloons per i dialoghi di suono; in quelli americani invece le tavole sono per la stragrande maggioranza a colori. Entrambe le produzioni offrono una qualità di disegni ottima, molto imitata in altri Paesi. Comunque anche il fumetto italiano è piuttosto apprezzato all'estero soprattutto nei generi horror avventuriero ed erotico.
CARATTERISTICHE DEI PERSONAGGI/STORIE: Il mito americano del superuomo esiste tutt'oggi e si riflette anche nelle caratteristiche dei personaggi che creano. Spesso sono la rappresentazione di tale mito; uomini con forte personalità e temperamento, razionalità e spiccato intuito; sanno sempre quale è la cosa giusta da fare in qualunque situazione e non sbagliano mai a meno che non siano stati ipnotizzati o vittime di qualche maleficio.
Non esistono vie di mezzo, c'è una netta divisione fra buoni e cattivi senza possibilità di cambiamento; il loro equilibrio li pone su di un livello superiore a quello umano a cui nessuno può aspirare, questo a mio parere non dà al lettore la possibilità di immedesimarsi completamente nei protagonisti. Il fumetto americano crea una particolare atmosfera attorno alle situazioni che trasporta il lettore sul luogo della scena, accanto all'eroe, ma nulla più; la persona diventa solo spettatore passivo nonostante percepisca le stesse sensazioni del personaggio (odio, rancore, gioia, ...) quindi l'immedesimazione è solo parziale.
I giapponesi hanno assunto una politica diversa: permettono al personaggio di sbagliare, rendendolo cosciente dell'errore solo alla fine del racconto, dove riesce a porvi rimedio più o meno completamente. Questo a prima vista potrebbe sembrare una caratteristica negativa, ma in realtà non è così: i personaggi giapponesi, mi perdonino gli appassionati di fumetti americani, non sono macchine, ma hanno un proprio temperamento che ne determina il carattere e secondo il quale agiscono, cosa che non accade per quelli americani.
Tutti gli uomini commettono degli errori, quindi, facendo sbagliare i protagonisti, si rende il manga più reale; tale politica permette al lettore una più facile immedesimazione nei personaggi e nelle situazioni riuscendo a far distaccare il fruitore dalla realtà per farlo entrare in un altro mondo.
C'è da aggiungere che i giapponesi hanno creato un'ampia varietà di generi per avvicinarsi a più pubblico possibile; ci sono fumetti per bambini, per adolescenti, per adulti e, cosa molto importante, per ragazze. Gli americani, non so per quale motivo, hanno escluso dal possibile pubblico il gentil sesso, rinunciando ad una bella fetta di mercato; infatti i principali generi sono quello eroico e avventuroso.
I mangaka (autori giapponesi di fumetti) riversano nelle loro creazioni una serie di elementi che li hanno resi famosi in tutto il mondo: la cultura (vita, tradizioni, leggende), l'ironia (un qualsiasi genere), e udite udite la psicologia. Vi chiederete cosa c'entra la psicologia in un fumetto... c'entra, c'entra... ma non ve lo dico... sforzatevi.
I fumetti in Giappone sono popolari come il caffè in Italia.
Tutti hanno gusti propri e non è giusto giudicare a priori quale dei due fumetti sia il migliore in assoluto, ognuno ha i suoi sostenitori che non cambiano idea facilmente... qui ce n'è un esempio...
Federico Casino
In questo articolo cercherò di consigliarvi dove indirizzare la vostra voglia di un certo tipo di musica, partendo dall'underground fino alla progressive, alla trance e alla sperimentale. Volutamente non indicherò date o eventi particolari, ma vi parlerò solo di alcuni locali di tendenza nei quali andare questa estate per divertirsi ed ascoltare della musica molto trend.
KAMA KAMA
Lido di Camaiore.
Ingresso lire 40.000 (only saturday).
Non esistono biglietti riduzione (solo lista).
Sicuramente "the best" per chi cerca dell'underground di qualità e d'avanguardia. Il programma è curato dal veterano di questo genere di dance-music cioè da Stefano De Andrea, il padre dell'after-hours (il primo lo fece nel 1989). Eccezionale è l'animazione del Kama Kama, nota per la sua estrema trasgressività e spettacolarità. L'art-director è Stefano De Angelis che ormai da anni gestisce in modo veramente inconfondibile le serate trend del locale. Importante è la collaborazione col Kama Junior (Magazine) nel quale si trasferisce lo staff del Kama Kama nell'occasione dei suoi after-hours (Kamafactory). Suggestivo è l'ambiente della disco del Lido, soprattutto il tunnel dopo l'entrata con all'interno delle sculture molto particolari che danno la sensazione di essere entrati in una realtà subliminale nella quale si diffonde una musica che merita di essere ascoltata e ballata. Altra bellezza del Kama Kama è il giardino con una splendida fontana.
Il programma inizia alle 24.00 e finisce con lo splendido disco-kama (il promo più bello tra le ultimissime uscite scelto dal D.J) intorno alle 4.30.
COCORICO'.
Riccione Alto.
Ingresso lire 50.000.
Riduzioni da ricercare nei locali del lungomare o all'entrata.
E' l'olimpo della trasgressione, è la discoteca di riferimento per le new trends musicali e wears. Il Cocoricò è in stretta collaborazione con i maggiori clubs di tendenza d'Europa (Londra e Rotterdam) e ciò gli pennette di essere un vero e proprio "creative dance stage". Il locale è suddiviso in due piste, tra le quali c'è il mitico privé Titilla Safe-Club con in console i D.J. più famosi d'Italia (tra cui Ralf). In questo spazio la musica è sperimentale con un elevato numero di battute (da 150 ed oltre).
L'altra mega-pista, a dir poco immensa, sovrasta la maestosa console (a 4 piastre) sorgente della divina musica del Cocoricò, il quale possiede uno dei pochissimi laser-light presenti nelle discoteche italiane. L'animazione è fantastica, surreale: l'apice della tendenza oltre la trasgressività immaginabile, ma senza strafare. Tutto ciò grazie anche alle espressioni dell'imprevedibile vocalist Principe Maurice,
CELLOPHANE.
Rimini.
Ingresso lire 30.000.
Riduzioni facili da trovare all'entrata.
E' la discoteca più trendy per quanto riguarda la trance. Quest'ultima è figlia dell'ambiente è ciò dice tutto. Infatti rappresenta un perfezionamento di quelle sonorità così sinuose, prive di bassi esasperati, con l'apporto di parti cantate che hanno un effetto veramente indescrivibile. La ricerca di nuove emozioni "soft" qui si conclude con l'incontro della dream music. Il dj resident in main room è il mitico Gianni Parrini, l'esponente più famoso della trance. E' grazie alla sua ricerca musicale ad alto livello di nuove melodie che conferma la sua affermazione tra i migliori dj in questo ambito musicale (altro pilastro della trance è Roland Brant, che tuttora esprime le. sue sensazioni musicali al Duplè di Aulla). Parrini è tra i più richiesti come guest partner nelle serate con una determinata situazione musicale; e cioè trance. Con essa la mente si eleva verso "l'infinito e vaga libera nello spazio subliminale dell'immaginazione".
CLUB IMPERIALE.
Tirrenia (Pisa).
Ingresso lire 30.000.
Il Club lmpeiriale è rinomato nell'ambiente delle disco per la sua favolosa musica progressive anche se il suo staff è stato privato dei suoi punti di forza che si sono trasferita in un altra discoteca. Nonostante ciò, l'art director Alessandro Imperiale è riuscito a mantenere inalterata la situazione musicale di sempre, grazie all'impronta molto trend e trasgressiva dell'animazione, curata dall'Imperial Movie. Indescrivibile è la suggestione che provoca l'ambiente del Club. All'interno si nota una forte tendenza all'arte greco-romana che si manifesta nelle particolari colonne e nelle inusuali poltrone, oltre ovviamente all'intera coreografia del locale, che merita d'essere vista accompagnati dalla stupenda progressive, frutto di anni di esperienza della console del Club Imperiale.
INSOMNIA - DISCOACROPOLI D'ITALIA. Ponsacco (Pisa).
Ingresso lire 40.000 (only saturday).
Riduzioni (lire 35.000) facilmente reperibili. Tuttora è la discoteca più di tendenza della Toscana. Il suo staff è composto da alcuni dei migliori dj in circolazione per quanto riguarda la situazione progressive. L'innovative dream 1994-1995 è stata un successo indiscutibile, coordinato dall'art-director Antonio Velasquez che si sta dimostrando uno dei PR più all'avanguardia del momento, grazie ai suoi rapporti con gli art-director del Matis, del Prince, del Gatto e la Volpe e del Peter Pan. Alcuni nomi dei Grove selector, come Francesco Farfa, Ricky Le Roy, Gabry Fasano, Joy Kiticonti e Mario Più (in divine stage) e Alex Neri, Marco Belli (in Patchwork place) rappresentano l'immagine dell'Insomnia. Le sonorità sono fantastiche e fanno sì che l'Insomnia sia un creative dance stage vero e proprio, nel quale poter liberare i propri sensi ed affidarsi alle stupende melodie in progressione, nella main room, e alle atmosfere underground e underground cantata nel privé. Le espressioni di Zicky il Giullare e dell'enigmatico vocalist Franchino completano le serate trendy dell'Insomnia aggiungendo una componente del tutto particolare trasgressiva al programma. Indiscutibile è la notorietà del Penelope (the Art Club Privèe), il quale si è distaccato dalla motherdisco (è necessario pagare il biglietto per poter entrare). La sua esclusività è molto ricercata e guida le tendenze più estreme del mondo della notte più all'avanguardia, imponendo nuove mode e modi di essere senza soffocare mai la personalità di ognuno.
In tutte le discoteche suddette vige the "Selection at the door" and the "No drugs admitted".
Valerio Fucà
Se ne parla ovunque, su qualsiasi testata cartacea, in moltissimi programmi televisivi. Come potevamo evitare di trattare l'argomento anche sul nostro DRAGO?
LA STORIA.
Internet è nata nel 1969, dal progetto militare DARPANET. L'idea era quella di mettere in comunicazione sistemi informatici di basi geograficamente distanti, e di garantire lo scambio di informazioni anche in una realtà postnucleare.
I primi collegamenti, univano circa quattro mega-computer. Nacque poi ARPANET, che contava 37 nodi. Lentamente, le linee telefoniche cominciarono ad essere utilizzate oltre che per la trasmissione di dati strettamente scientifici, anche per inviare messaggi che scavalcavano la professionalità, e come sostitutive alla posta tradizionale (cresce così l'Electronic Mail o "posta elettronica"). Nel 1983, le autorità furono costrette a creare una rete riservata, in cui circolassero unicamente informazioni di genere militare: MILNET.
Ma la rete principale andava crescendo, richiedendo risorse tecnologiche più potenti e uno spazio virtuale più ampio. Nel 1985, cinque supercomputer furono posti in altrettanti centri universitari e costituirono NSFNET, caratterizzata da una circolazione di informazioni legate più al mondo accademico che non a quello militare. Una miriade di altre reti si collegò a NSFNET e, nel 1987 si cominciò a distinguere l'attuale INTERNET. Nel 1990, a causa della mutata situazione politica, muore DARPANET. INTERNET, trionfa.
CHE COS'E'.
Definire Internet, come una gigantesca rete mondiale alla quale sono collegate migliaia di altre reti, potrebbe servire, forse, a dare un'idea della sua vastità. All'interno delle linee telefoniche o sotto forma di onde radio create da satelliti artificiali, informazioni di ogni tipo e natura circolano a velocità incredibili, mettendosi a disposizione di tutti gli utenti collegati (circa 30 milioni, con una crescita media di un milione al mese), o solo di alcuni di essi (nel caso, per esempio, di posta elettronica).
Grazie ad Internet, è possibile collegare due computer situati in luoghi geograficamente distanti e condividere le risorse (programmi, archivi, informazioni) dell'una o dell'altra macchina. Per essere più chiari, provate ad immaginare una rete da pesca: le cordicelle che la formano saranno le linee telefoniche; i nodi, i computer. Ogni computer, grazie alle cordicelle, potrà comunicare con tutti gli altri.
COME FUNZIONA LA POSTA ELETTRONICA.
Molte delle informazioni non si limitano solo a viaggiare da un mittente a un destinatario, ma rimangono parcheggiate" in aree apposite, trasformandosi in fogli, fascicoli o volumi di enormi biblioteche digitali a cui gli utenti accedono per trovare sempre nuove risposte e scoprire ogni giorno nuovi segreti. Quindi,
informazioni, notizie, programmi, file sonori o grafici, riviste elettroniche, giochi multi-utente, domande e risposte su qualsiasi argomento (dal sesso, alla biologia, da Madonna, alla cucina giapponese).
L'E-mail Address è l'indirizzo virtuale che vi viene assegnato una volta che siete entrati a far parte del mondo Internet. Grazie a questo, chiunque, situato in qualsiasi parte del mondo, potrà spedirvi messaggi, immagini, indiscrezioni, confidenze e voi potrete fare altrettanto. L"E-mail è quindi una posta che si affianca a quella tradizionale, assai più veloce (oserei dire immediata) e assai meno dispendiosa in termini monetari. A questo punto domandatevi: quanto tempo impiegano le poste italiane per recapitare una lettera all'interno della regione? Circa una settimana. Immaginatevi quanto impiegherebbe su distanze intercontinentali...
CHE COSA SERVE PER COLLEGARSI AD INTERNET.
La configurazione del computer, per gli usi di base del sistema Internet, non ha particolare importanza. Un qualsiasi PC potrebbe andare bene. Fondamentale è invece il MODEM (MOdulatore DEModulatore), che si occupa della traduzione delle informazioni in segnali e viceversa.
E' consigliabile almeno un 14.400 bps (bauds per second), costa un po' più del modelli inferiori (nemmeno tanto, con 250.000 lire ce la dovremmo cavare), ma ci farà risparmiare sulla bolletta di mamma Telecom. Con un modello simile, preleveremo in media, più di 1.500 caratteri compressi al secondo, che corrispondono generalmente a circa 6.000. Assicuratevi la compatibilità con i modelli Hayes, e cercate di acquistare quello con migliori caratteristiche.
Una volta montato tutto l'occorrente, sarà necessario abbonarsi ad una BBS, che offra l'utilizzo del suo nodo dietro pagamento. La spesa non sarà ingente e penso si aggiri attorno alle 150.000 annuali. Ebbene, da ora in poi saremo in grado di collegarci con tutti gli utenti INTERNET, di prelevare quel file che troviamo solo negli States, di leggere quel documento NASA, di vedere quell'immagine (se non ricordo male Slash ha messo a disposizione su INTERNET, le immagini di tutti i suoi serpenti (non che sia poi tanto interessante... ma è pur sempre un esempio ... », di comunicare e chiedere qualsiasi cosa al solo costo della telefonata che ci mette in comunicazione col nodo al quale ci eravamo abbonati. Momentaneamente Prato è sprovvista di una BBS che offra un servizio Internet utilizzabile a pagamento (no, non esistono quelle che lo offrono gratuitamente), ma ho letto che ne è in progetto la creazione. Tra breve quindi, potremo usufruire di tutti i vantaggi legati al mondo informatica al prezzo di una semplice telefonata urbana.
Gianluca Perna
Care Serena & Veronica,
quelle che vi scrivono sono tre ragazze: è la sesta ora del martedì e siamo a dattilografia e sperando che la professoressa non ci veda, ma soprattutto la nostra compagna di banco (è lei la diretta interessata del problema che vi esporremo), cercheremo di ,spiegarvi un po'; la situazione. Alla nostra amica (non vi possiamo dire il nome perché se scopre quello che stiamo facendo ci picchia) piace uno del comitato di coordinamento. Ogni volta che lo vede diventa rossa, il cuore le balza in gola. Noi vorremmo che lei lo conoscesse e che quando si incontrano per il corridoio si potessero salutare. Il ragazzo che le piace ha il cognome uguale al nome della buccia del limone (non è un enigma molto difficile) lei dice che ha un bel fisico (ora lo sta osservando fare educazione fisica dalla finestra dell'aula) ma non le piace solo per la bellezza ma perché (diciamo anche noi) è una persona brava, gentile e simpatica. All'ultima assemblea si è divertita un sacco (non vede l'ora che ci sia la prossima). Lo sappiamo che il nostro problema non è poi così tanto grave (c'è la guerra di peggio) ma noi vorremmo far felice la nostra amica, perché le vogliamo molto bene (forse siamo state un po' troppo sentimentali, leviamo il molto).
Aspettiamo la vostra risposta sul prossimo numero del Drago (speriamo esca al più presto, altrimenti la nostra compagna muore prima). Grazie per l'attenzione.
Care tre ragazze,
se il problema consiste solo nel far conoscere lo Scorza (era lui vero?) alla vostra amica, allora state tranquille perché è facilissimo da risolvere. Daniele è un ragazzo socievole e fare la sua conoscenza non sarà certamente un'impresa difficile. Se fino ad ora ciò non è avvenuto non è sicuramente imputabile alle poche occasioni sopravvenute (lo Scorza è come il prezzemolo, dappertutto!!) ma alla mancanza di coraggio. Bene, allora ti ricorderemo una cosa che ti farà aprire gli occhi (per chi non avesse capito ora parliamo con la diretta interessata) e ti spingerà a stringere i tempi: Daniele frequenta la quinta, quindi non percorrerà ancora per molto tempo i corridoi del Dagomari (almeno speriamo per lui), perciò affrettati se vuoi veramente conoscerlo. Meno occhi da triglia e più azioni! Lo sappiamo che a parole tutto è più facile, anche noi a volte ci blocchiamo e ... addio, nessuno ci smuove più, ma con il tempo abbiamo maturato la convinzione che ogni lasciata è persa; segui i nostri consigli, non vorremmo che fra un po' di tempo, e ripensando a Daniele ti penta di non averci mai parlato. Alla prossima assemblea non fuggire a metà ma resta fino alla fine; ogni volta si formano dei gruppetti di ragazzi che discutono delle due-tre ore appena trascorse (e non sono sempre persone che si conoscono già da prima, quindi non preoccuparti di fare la parte dell'intrusa) e tra questi c'è sempre lui... questa sarebbe una buona occasione per scambiarci due parole.
Se la soluzione dell'assemblea non ti piace allora prova ad intrufolarti in qualche attività in cui c'è anche lui, chissà che questa vicinanza non diventi la giusta medicina per farti passare viso rosso e batticuore e che non ti sblocchi un po'.
Non disperare, come vedi le occasioni ci sono (il tempo un po' meno). Prendi in mano tutto il tuo coraggio e vai a parlare con Daniele, OK!!!
Tanti auguri
Serena & Veronica
P.S. Un piccolo suggerimento per Daniele Scorza: le classi che fanno dattilografia il martedì alla sesta ora sono: 1 Fsp, 2 Fsp, 2 Gsp, 2 Csp, classi che si trovano in buona posizione per spiare il tuo "fisicaccio". Quindi occhi aperti e antenne ritte!
Care Serena & Veronica,
vi scrivo perché ho un problema che non riesco a risolvere; da un po' di tempo ho notato un ragazzo di questa scuola; è abbastanza alto, occhi e capelli scuri, ha un viso molto particolare che non a tutti può piacere, ma quello che veramente mi ha colpito è il suo modo di fare, i suoi dolci occhi e soprattutto il suo corpo atletico.
La prima volta lo vidi in palestra mentre giocava a ping-pong, poi per uno scherzo del destino ho riscontrato i suoi stupendi occhi quando sono andata in settimana bianca: è stato uno shock, non ci credevo proprio!!! Avrei voluto andare lì e approfittare della situazione: «Ehi, ma te sei del Dagomari di Prato!» purtroppo in quel momento non ho trovato il coraggio, sperando di rifarmi il giorno dopo, ma non l'ho più rivisto...
Da allora ho indagato sulla sua identità ed ho scoperto che si chiama Lenzi Edoardo ed è nel corso programmatori, ma non so ancora che classe frequenti.
Per ora mi accontenterei soltanto di diventargli amica, infondo non lo conosco.. (poi si vedrà)! Vi prego aiutatemi! Edo sei fantastico!
Saggittarina '77
Cara Saggittarina ' 77,
non c'è tempo da perdere, ogni minuto è prezioso, quindi, smetti di sospirare al pensiero dei suoi dolci occhi e mettiti all'opera per realizzare il tuo sogno, conoscere Edoardo, diventare sua amica. Vogliamo facilitarti le indagini dandoti alcune informazioni utili sul suo conto: frequenta la 4pB (classe dopo il corridoio stretto, al terzo piano) e per tua somma gioia e fortuna, per il momento è libero da legami affettivi con l'altro sesso (però?!!) . Nella tua lettera ci scrivi che a tuo avviso il suo è un viso molto particolare che non a tutti può piacere, meglio, ciò vuol dire che dovrai fare a graffi con meno ragazze per averlo tutto per te, e questo non è da poco. Ora lui sa che tu sei sulle sue orme; quando i tuoi occhi incontreranno i suoi per l'ennesima volta, non distogliere lo sguardo, non fuggire, ma dai una mano al destino, rivelati, anche dicendo solamente: «Ciao, io sono Saggittarina ' 77, ti ricordi di me?», e lascia che la storia abbia il suo inizio ... Chissà che non ci sia anche un continuo. In bocca al lupo e mi raccomando, facci sapere i progressi, OK?
Serena & Veronica