Il ristagno dei progetti

 

I cent’anni che vanno dalla progettazione della macchina analitica di Charles Babbage (1833 circa) fino agli anni ’30 del novecento sono stati caratterizzati da una profonda stasi nella ricerca di nuove soluzioni per la progettazione di calcolatori. Come già visto precedentemente, grazie all’introduzione di nuove tecniche costruttive, le macchine calcolatrici meccaniche raggiunsero un discreto grado di qualità, senza però andare oltre alle invenzioni e alle scoperte dei decenni precedenti.
Molte sono le cause che determinarono questo "ristagno di idee", primo di tutti la mancanza di tecniche ingegnieristiche e metallurgiche che consentissero di muovere l’enorme quantità di leve e rotelle presenti nella macchina di Babbage. In secondo luogo non si avvertì affatto l’esigenza di macchine calcolatrici automatiche: per le attività scientifiche ed astronomiche del tempo, il calcolatore meccanico da tavolo, di cui era disponibile una versione affidabile già dal 1850 circa, era pronto per essere utilizzato.
Fu l’elettricità a giocare un ruolo fondamentale, sia come stimolo sia come strumento nella realizzazione di nuove soluzioni. Da una parte si avvertì la necessità di sussidi più potenti per il calcolo soprattutto nello sviluppo della tecnologia dei sistemi di comunicazione basati sull’elettricità (telegrafo, telefono, reti elettriche). Dall’altra parte, attraverso l’utilizzo dell’elettricità fu possibile snellire notevolmente la complessità dei meccanismi, tramite sistemi elettromagnetici che sostituivano leve remote (concetto già applicato da Hollerit ai suoi tabulatori).
Oltre a questo, negli Stati Uniti, che sarebbero diventati la sede di nascita dei calcolatori moderni, la situazione politica favorì non poco lo sviluppo di nuovi progetti: il presidente Franklin D. Roosevelt, con il suo programma sociale collegato alla filosofia del "New Deal", aveva imposto un pesante carico amministrativo sulle spalle delle aziende. Tale peso era avvertito ancora maggiormente dalle istituzioni pubbliche, oberate da lavori burocratici ripetitivi ma lenti da portare a termine manualmente. Molti commentatori affermano senza dubbi che il problema burocratico creato dal governo americano poteva essere risolto solamente con i calcolatori: il New Deal senza di essi non sarebbe potuto resistere a lungo.
Ecco quindi che, intorno al 1930, il mondo matematico e tecnologico parve svegliarsi da un secolo di torpore, e nuove importanti invenzioni videro la luce contemporaneamente da più parti del globo.
 
dalle ruote al chip
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