Prima generazione di calcolatori elettronici (1945/54)
Le valvole, J. Atanasoff e C. Berry (ABC)

 

Flemming valvola di Fleming

Il relÚ, che inizialmente sembrava essere il giusto componente per la realizzazione di calcolatori potenti ed affidabili, si rivel˛ in realtÓ ingombrante e poco affidabile, costringendo i progettisti a creare costosi circuiti per il controllo degli errori.
Intorno al 1930 un nuovo rivoluzionario componente si faceva strada in campo elettronico: la valvola termoionica, le cui capacitÓ furono notate per primo nel 1883 da Thomas Edison ma la cui invenzione Ŕ da attribuirsi all'inglese John Ambrose Fleming (1848-1945) nel 1904, poi perfezionata nel 1906 da Lee De Forest (1873-1961).
La valvola aveva grandi doti, principalmente era in grado di amplificare un segnale a livelli mai possibili fino ad allora; questo aveva consentito grossi progressi nelle trasmissioni radio e telefoniche, oltre a permettere la creazione di un nuovo rivoluzionario strumento, il radar, sviluppato nel 1935 da Robert Alexander Watson-Watt (1892-1973).

Il calcolatore, nella sua evoluzione, aveva chiesto molti prestiti a varie tecnologie di altri campi: all’inizio le ruote dentate degli orologi, poi i relÚ elettromagnetici dei telefoni, adesso era la volta delle valvole delle radio. I fisici americani W.H. Eccles e F.W. Jordan, giÓ dal 1919, avevano dimostrato col circuito "flip-flop"che, se opportunamente elettrificata e resa incandescente, la valvola costituiva un velocissimo interruttore senza parti meccaniche in movimento.

Intorno al 1937, mentre il relÚ si consolidava come componente base nella progettazione di calcolatori, presso la Iowa State University, negli USA, il matematico John Vincent Atanasoff (1903-1995) e il suo collaboratore Clifford Berry (1915-1963) iniziarono a progettare uno strumento d'ausilio nella soluzione di sistemi di equazioni lineari. Scartata l'idea di apparecchi analogici o a schede perforate, troppo lenti nella ricerca di soluzioni, optarono per una macchina interamente elettronica di tipo binario, che utilizzasse le valvole come componente principale, grazie alla sua enorme velocitÓ rispetto ai relÚ.
Dopo un primo prototipo dimostratosi funzionante, Atanasoff e Berry avviarono la costruzione del calcolatore: basato su elettronica con sistema binario, era formato da una rete di valvole e da un inedito apparato di memoria a condensatori su tamburo rotante, con input-output su schede perforate. Il sistema fu terminato nel dicembre 1939 e prese il nome di Atanasoff-Berry Computer (ABC); l'unico difetto che dimostrava era nel sistema a schede perforate, un inedito modello ad alta velocitÓ che, a causa dei suoi occasionali malfunzionamenti, impedý un utilizzo concreto della macchina.

Purtroppo l'incombere della guerra non permise ulteriori affinamenti; Atanasoff e Berry lasciarono l'UniversitÓ nel 1942 e l'esistenza del calcolatore fu velocemente dimenticata: addirittura venne smantellato, senza intrepellarne gli inventori, nel 1948.
Solo molti anni più tardi, dopo una lunga causa conclusasi nel 1972, Atanasoff fu giustamente riconosciuto ufficialmente come l’inventore del primo calcolatore digitale elettronico.

Atanasoff

Clifford Berry

 

fotoil prototipo (33KB)

fotoparticolare del progetto ABC (51KB)

fotol'esemplare finito (66KB)

fotoil tamburo (77KB)